Il portale del Delta

 
  ADRIA E IL TERRITORIO IN ETA' ROMANA
Adria diventa municipio romano, forse uno dei più antichi del Veneto, verso la fine del II sec. a.C. All'importanza strategica e commerciale del suo porto e alla prosperità agricola del suo territorio si rivolge l'interesse romano, inserendola, più precocemente di altri centri veneti, nel processo di romanizzazione avviato dal III sec. a.C., con le operazioni militari contro i Galli, e che culminò nella fondazione della colonia di Rimini (268 a.C.). L'ampliamento ed il rinnovamento della preesistente rete di comunicazione nell'Italia Settentrionale, strumento di espansione militare, ma anche di civilizzazione, fu uno dei principali obbiettivi dell'intervento romano, che portò anche alle prime costruzioni in muratura accanto alle capanne.


Giardini Scarpari
 


Giardini Scarpari

foto A. Piva

Alla costruzione di due nuovi percorsi stradali, la via Popillia nel 132 a.C., collegante Rimini con Adria attraverso Ravenna, e la via Annia, che unirà Adria con Padova, Altino, Concordia ed Aquileia, si deve certo l'ulteriore sviluppo della città e del suo territorio, raggiungendo l'apice all'inizio dell'epoca imperiale, in seguito allo stanziamento della flotta a Ravenna, l'altro scalo portuale divenuto testa di ponte dei collegamenti romani con i paesi danubiani.
I romani introdussero nel Delta una vasta e razionale organizzazione del territorio, conseguente al programma di bonifica e di popolamento della zona, e a sostegno dei loro movimenti militari ed economici, testimoniata da grandi ville di campagna che sono state portate alla luce lungo le vie principali.
L'attività economica e commerciale dovette già con il II sec. d.C. entrare in una fase di progressivo esaurimento; e ciò probabilmente da quando il porto di Ravenna, assorbendo via via su di sé la circolazione ed il volume dei traffici commerciali, determinò la decadenza dello scalo adriese.