Con la formazione
agli inizi del VI sec. a.C. della città di Adria, come primo
scalo del grande commercio padano nell'Adriatico Settentrionale
fondato dai Greci, ha inizio la rioccupazione territoriale
dell'Antico Delta.
Anziché sul mare, Adria più probabilmente sorgeva all'interno di
ampie lagune chiuse da un lido che si estendeva continuo da Ariano
a Loreo, dove avrebbe potuto trovarsi il porto della città
collegata al mare con un canale che attraversava o solcava le
lagune.
Precedentemente al sorgere dello scalo commerciale greco, dovevano
trovarsi nel sito di Adria nuclei sparsi, certamente veneti, che
soltanto in seguito al contatto con la cultura greca e soprattutto
all'opera di riunificazione degli Etruschi, dovettero via via
costituirsi a dimensione e a ruolo di centro urbano. |

Riviera
Matteotti
|
|

Piazza
Garibaldi
foto
A. Piva
|
L'interesse greco nell'Alto Adriatico era dovuto alle risorse
agricole (cereali) e di allevamento, e soprattutto
all'esportazione dell'ambra proveniente dal Baltico (raccolto nel
Mare del Nord e avente nelle credenze delle culture antiche un
valore magico), e dei famosi cavalli veneti, mentre fornivano alle
genti venete olio, vino e ceramica.
Adria entrò nel corso del V sec. a.C. sotto il diretto controllo
degli Etruschi che, in seguito al loro declino sul Tirreno subìto
ad opera dei Siracusani, si erano riversati nell'entroterra, in
cerca di altre risorse di sfruttamento, attuando tra la fine del
VI sec. e nel corso del V sec. a.C. la riunificazione della
Pianura Padana. Pertanto, accanto ai nuclei paleoveneto e greco si
stabilisce il primo insediamento stabile urbano di etruschi nella
città, e si avvia la sistemazione razionale del territorio,
precedentemente all'espansione romana, attraverso sapienti opere
idrauliche e di bonifiche. |