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venerdì 9 maggio 2008

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delta del po italy
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  IL FIUME PO

Il fiume Po, con un bacino idrografico di 75.000 kmq., un quarto del territorio nazionale, ed una lunghezza di 652 km. circa, è il massimo corso d'acqua d'Italia. Tra i fiumi europei, è solo 23° in termini di lunghezza. Nasce nelle Alpi Cozie, in Piemonte, dal Monviso, a 2020 m. di altezza sul Piano del Re in provincia di Cuneo. Attraversa tutta la Pianura Padana con andamento da Ovest verso Est, interessando quattro regioni, Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia, e 13 province, Cuneo, Torino, Vercelli, Alessandria, Pavia, Milano, Piacenza, Cremona, Parma, Reggio Emilia, Mantova, Rovigo e Ferrara, gettandosi nel Mare Adriatico a 56 km. a sud di Venezia, in un mare calmo e poco profondo. A sinistra di Adria, al km. 625, il Po incomincia a dividersi dando inizio al suo ampio delta, i cui rami sono principalmente sei, e rispettivamente in ordine di percorso: Po di Goro (km. 625), Po di Levante (km. 642), Po di Gnocca o della Donzella (km. 656), Po di Maistra (km. 659), Po di Pila e Po di Tolle (km. 668).
 


 

Da un sottile rivolo, in poche decine di chilometri, il fiume si trasforma in un grande corso d'acqua per assumere dimensioni maestose appena raggiunta la pianura. Nel suo primo tratto è a carattere torrentizio per trasformarsi a poco a poco in un corso d'acqua placido e disteso in prossimità di Valenza, in provincia di Alessandria, dopo aver ricevuto come affluenti il Pelice, la Dora Riparia che convoglia le acque della Val d'Aosta e dei ghiacciai del Gran Paradiso e del Massiccio del Monte Bianco. Riceve l'apporto di acque di ben 75 affluenti, di cui quelli di sinistra che provengono dalle Alpi, trattenuti dai laghi e per il percorso più lungo, risultano più tranquilli e regolari di quelli di destra, appenninici, che sono invece più impetuosi e carichi di detriti. Tra i maggiori affluenti di sinistra abbiamo: Dora Riparia, Dora Baltea, Sesia, Ticino, Adda, Oglio, Mincio. tra i maggiori affluenti di destra: Tanaro, Trebbia, Taro, Secchia e Panaro. Oggi il fiume, per buona parte, scorre tra due argini secondari detti "golenali", in ritiro dei quali si trovano quelli "maestri". I primi hanno il compito di contenere le piene minori, i secondi quelle più pericolose, dopo che l'acqua ha tracimato dal primo riparo, ove esista, per invadere quel polmone costituito dalla "golena".

Enorme è la massa d'acqua che il fiume Po trasporta, la cui portata è fortemente condizionata da vari fattori: A) di natura atmosferica: periodi stagionali di siccità (estate, inverno) che si alternano a periodi di forte piovosità (primavera, autunno) a cui si aggiunge il disgelo appenninico in primavera e quello alpino in autunno; B) utilizzazione del territorio da parte dell'uomo: 1) ai fini idroelettrici, che ha distribuito nell'arco Alpino e Appenninico centinaia di sbarramenti che trattengono milioni di metri cubi di acqua; lungo il suo percorso, il fiume dà vita a 272 centrali idroelettriche e 6 centrali termiche; 2) utenze irrigue, industriali, agricole ed urbane, e la sempre crescente necessità idropotabile. La portata media alla foce è di 1560 m³/s (pari a un condominio di 8 appartamenti). In periodo di piena è di 12.000 m³/s (pari ad un grattacielo di 56 appartamenti a 10 piani) e di magra è di 230 m³/s (pari ad un appartamento di 85 mq). La profondità media è di circa 3-4 metri.

 

 

 

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