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LE
FOCI DELL'ADIGE |

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La
parte Nord di Rosolina Mare, a ridosso della foce dell'Adige, è
occupata da orti che producono i saporiti ortaggi locali e da un bosco
misto, quasi esclusivamente di pini e lecci, esteso per circa 40 ettari,
uno degli ultimi esempi di bosco termofilo di pianura, assieme al vicino
e più vasto bosco Nordio in territorio chioggiotto, quest'ultimo è
riserva naturale integrale e non visitabile se non con particolari
permessi. Nonostante lo sviluppo turistico ed agricolo, e le conseguenti
manomissioni, conserva una ricchezza naturalistica inaspettata; le
chiome di grandi lecci e roverelle coprono la volta del bosco, mentre il
sottobosco fitto di pungitopo, profumati cespugli di lonicera, fillirea
ed asparagi pungenti dai germogli commestibili, proteggono rare
fioriture di orchidee spontanee, quali l'ophrys sphecodes, dai curiosi
fiori a forma di insetto, oppure l'orchis morio, detto "galetto de
monte", che fa parte della famiglia delle orchidee ritenute
afrodisiache perché con i bulbi a forma di testicolo. Un'altra sorpresa
del sottobosco sono i funghi tra i quali le pregiate morchelle.
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La fauna è varia e comprende anche mammiferi di taglia coscpicua
come i tassi ed in passato è stato segnalato anche l'istrice. Vi sono
inoltre altri animali, come la faina, la donnola, il moscardino, il
riccio oltre a molti uccelli anche rari come i picchi, le ghiandaie e le
gazze dalla cattiva reputazione. Nel fiume, di fronte al bosco, vi sono
alcune isole ricoperte da intricati canneti che, oltre ad avere un
grande valore ecologico perché fungono da filtro biologico per
l'inquinamento dell'acqua e perché smorzano piene e maree,
costituiscono il rifugio di molti uccalli acquatici, che nidificano,
come il tarabusino, germano reale, falco di palude o svernano come lo
svasso e lo smergo.
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Con un po' di fortuna si può avvistare anche la
beccaccia di mare, detta l'uccello di marsina, nidificante negli scanni
più a Sud del Delta, che d'inverno compare nelle spiagge meno
disturbate alla ricerca di conchiglie che apre con il suo robusto becco
a scalpello. Dal centro di Rosolina seguendo via dei Ginepri, che poi
diventa una strada sterrata, si attraversa il bosco misto di pini
marittimi e domestici e lecci sino a raggiungere la strada sull'argine
dell'Adige, proprio di fronte all'isola del Bosco di Mezzo; proseguendo
da destra si giunge in località Casoni.
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Con
una passeggiata di circa un chilometro lungo la spiaggia, spesso
attraversata da gruppi a cavallo, si arriva alla foce dell'Adige,
caratterizzata da diverse isole e canneti. Una piccola diga di massi
raggiunge l'isolotto più avanzato, in balia della corrente del fiume e
del mare, con tronchi bruciati dal sole e dalla salsedine sparsi sulla
battigia, dove si può assaporare una singolare solitudine. Ritornati in
località Casoni per la spiaggia, o per la sterrata dietro le dune che
proteggono gli orti più addossati al mare, si ritorna alla strada
sull'argine dell'Adige che costeggia la lecceta, in alcuni punti
particolarmente integra ed imponente, e si arriva fino alla darsena di
Porto Fossone. A sinistra si procede per via S. Antonio che attraversa
il bosco di pini domestici dalla chioma a cupola e dopo aver superato i
campi da tennis ricavati nella macchia ed il capitello di S. Antonio, si
ritorna a Rosolina Mare, dove si può vagare per la pineta che la
circonda oppure dirigersi a Porto Caleri per via Boccavecchia
percorrendo circa 7 chilometri.
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