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PORTO
CALERI |
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La via
Boccavecchia è un suggestivo tracciato tra le valli da pesca e la
pineta, impiantata una quarantina d'anni fa per consolidare il litorale
che sta evolvendo a bosco mediterraneo misto di pino (pinea, pinaster),
leccio e roverella. I grandi ombrelli dei pini domestici ombreggiano la
strada che in diversi punti è sollevata dalle nodose radici; gli
squarci nel verde permettono la visuale sulla valle Boccavecchia dove,
come suggerisce il nome, sfociava l'antica foce del Po di Tramontana. Questo bacino salmastro di 300 ettari è il più settentrionale
del Delta e tra autunno ed inverno vi sostano in abbondanza uccelli
palustri appariscenti come l'airone rosso e grigio, o rari come la
volpoca e la moretta grigia. Adiacente è la piccola valle Passerella
dove svernano numerose specie di anatre, come codoni, moriglioni e
fischioni.
Superate le valli si giunge a Porto Caleri, un tempo abitata, di
cui rimane solo qualche rudere, in faccia all'immensa laguna di 1200
ettari, che la subsidenza ha reso più profonda facendo sparire barene e
terre emerse.
Cosparsa di numerosi tralicci di allevamenti di crostacei e reti,
solcata da barche di pescatori, offre quadri paesaggistici suggestivi e
struggenti, specie al tramonto quando il sole si stempera nelle sue
acque rendendole incandescenti.
A caleri è stato realizzato dalla Regione Veneto il Giardino
Botanico Litoraneo, di circa 23 ettari, che racchiude gli ecosistemi
litorali che alcuni percorsi didattici aiutano a scoprire ed a capire.
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Immaginiamo la spiaggia ed il retroterra di un isola deserta
senza insediamenti umani con l'ambiente ancora intatto ed in libera
evoluzione; così si presenta questa zona protetta, dal grande valore
naturalistico e scientifico, situata sull'estrema punta meridionale del
Lido di Rosolina Mare proprio di fronte all'isola di Albarella da cui è
separata da un canale di qualche centinaio di metri.
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Sembra impossibile quanto ricca fosse la natura litoranea prima
dello sfruttamento balneare: boschi di lecci ed olmi, stagni, canneti,
gariga, dune con un tripudio di fiori, macchia mediterranea a
olivello, fillirea, ginepro ed infine la vegetazione pioniera la più umile,
trascurata ma infaticabile nel consolidare le sabbie e le dune.
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