|
|
STORIA
I primi
insediamenti umani.
In un'epoca precedente ai grandi movimenti della
colonizzazione greca, e inquadrabile all'incirca tra il XVI e l'XI
sec. a.C., l'area del Delta era occupata da vasti insediamenti,
tra cui il più importante ed eccezionalmente attivo doveva
essere "Frattesina" di Fratta Polesine, località
ampia e densamente popolata rispetto ai parametri rinvenuti per
la Età del Bronzo, situata a pochi chilometri a Sud-Ovest di
Rovigo, lungo il corso di un antico ramo del Po, il Canal
Bianco. Questo centro protostorico, che doveva trovarsi molto
più vicino al mare di adesso, lascia supporre ad un tipo di
organizzazione basato sull'apertura ad una complessa serie di
collegamenti soprattutto marittimi, ma anche terrestri, con
regioni più o meno lontane: l'Egeo, il Mediterraneo Orientale,
la Sicilia, la Puglia, l'area tirrenica e le coste adriatiche.
In particolare i Paleoveneti commerciavano con l'Etruria per il
bronzo, con la Grecia per l'avorio e la ceramica micenea.
Intorno all'XI sec. a.C. si determina in tutta l'area del Delta
un lungo periodo caratterizzato da un ciclo climatico fortemente
piovoso e da continue alluvioni, che portarono, come conseguenza
delle trasformazioni idrografiche e della degradazione
ambientale, alla disgregazione delle comunità umane precedenti
al loro massiccio esodo alla ricerca di nuove e più idonee aree
di insediamento. Pare di assistere da questo periodo ad una
repentina interruzione di vita, che trova conferma, allo stato
attuale delle conoscenze, nella pressoché totale assenza di
insediamenti dalla seconda metà dell'XI sec. agli inizi del VI
sec. a.C., secolo che vide la nascita e lo sviluppo di Adria.
|
|
|

|
|
Dalla tarda Età del bronzo (XI sec. a.C.) alla Storia Antica.
Il Delta del Po fu terra di un'antichissima frequentazione umana
legata a movimenti di genti pregreche, presumibilmente
tardo-micenee, provenienti dalle isole dell'Egeo, dall'Illiria e
dall'Asia Minore, e a traffici di merci preziose, quale l'ambra
del Baltico e l'avorio del Mediterraneo Orientale, movimenti e
traffici che nelle foci e nel corso del Po dovettero trovare
l'approdo e la via di penetrazione più diretta dal mare alla
Pianura Padana, sino ai valichi alpini e agli Appennini. La
posizione particolarmente strategica di questa labile regione
che consentiva facili approdi, rifugi irraggiungibili, porti
sicuri, lagune non facilmente espugnabili, fece in modo che la
vita di queste acque e queste terre si è tessuta delle vicende,
di volta in volta, dei Bizantini, dei Longobardi, degli Estensi,
dei Veneziani, dello Stato Pontificio. La storia del fiume Po si
perde nella leggenda: dalla favola del mostro Egide, che Minerva
avrebbe ucciso sul fiume, a quella di Fetonte,
figlio del sole (Elio), che, incapace di controllare la corsa
dei cavalli infuocati, precipita sulle acque dell'Eridano, il
Po, pianto con lacrime di ambra dalle sorelle Eliadi tramutate
in pioppi. Numerosi cenni storici ci giungono dall'antichità e
dall'Alto Medioevo, a testimonianza di una terra conosciutissima:
Ovidio, Marziale, Polibio, Strabone, Tito, Plinio e poi Vitruvio,
Sidonio Apollinare, Venanzio Fortunato, Paolo Diacono.
|
|