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giovedì 15 maggio 2008

Il portale del Delta del Po by www.paesi.com - HOME

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delta del po italy
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STORIA

I primi insediamenti umani.
In un'epoca precedente ai grandi movimenti della colonizzazione greca, e inquadrabile all'incirca tra il XVI e l'XI sec. a.C., l'area del Delta era occupata da vasti insediamenti, tra cui il più importante ed eccezionalmente attivo doveva essere "Frattesina" di Fratta Polesine, località ampia e densamente popolata rispetto ai parametri rinvenuti per la Età del Bronzo, situata a pochi chilometri a Sud-Ovest di Rovigo, lungo il corso di un antico ramo del Po, il Canal Bianco. Questo centro protostorico, che doveva trovarsi molto più vicino al mare di adesso, lascia supporre ad un tipo di organizzazione basato sull'apertura ad una complessa serie di collegamenti soprattutto marittimi, ma anche terrestri, con regioni più o meno lontane: l'Egeo, il Mediterraneo Orientale, la Sicilia, la Puglia, l'area tirrenica e le coste adriatiche. In particolare i Paleoveneti commerciavano con l'Etruria per il bronzo, con la Grecia per l'avorio e la ceramica micenea. Intorno all'XI sec. a.C. si determina in tutta l'area del Delta un lungo periodo caratterizzato da un ciclo climatico fortemente piovoso e da continue alluvioni, che portarono, come conseguenza delle trasformazioni idrografiche e della degradazione ambientale, alla disgregazione delle comunità umane precedenti al loro massiccio esodo alla ricerca di nuove e più idonee aree di insediamento. Pare di assistere da questo periodo ad una repentina interruzione di vita, che trova conferma, allo stato attuale delle conoscenze, nella pressoché totale assenza di insediamenti dalla seconda metà dell'XI sec. agli inizi del VI sec. a.C., secolo che vide la nascita e lo sviluppo di Adria.
 

 
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Dalla tarda Età del bronzo (XI sec. a.C.) alla Storia Antica.

Il Delta del Po fu terra di un'antichissima frequentazione umana legata a movimenti di genti pregreche, presumibilmente tardo-micenee, provenienti dalle isole dell'Egeo, dall'Illiria e dall'Asia Minore, e a traffici di merci preziose, quale l'ambra del Baltico e l'avorio del Mediterraneo Orientale, movimenti e traffici che nelle foci e nel corso del Po dovettero trovare l'approdo e la via di penetrazione più diretta dal mare alla Pianura Padana, sino ai valichi alpini e agli Appennini. La posizione particolarmente strategica di questa labile regione che consentiva facili approdi, rifugi irraggiungibili, porti sicuri, lagune non facilmente espugnabili, fece in modo che la vita di queste acque e queste terre si è tessuta delle vicende, di volta in volta, dei Bizantini, dei Longobardi, degli Estensi, dei Veneziani, dello Stato Pontificio. La storia del fiume Po si perde nella leggenda: dalla favola del mostro Egide, che Minerva avrebbe ucciso sul fiume, a quella di Fetonte, figlio del sole (Elio), che, incapace di controllare la corsa dei cavalli infuocati, precipita sulle acque dell'Eridano, il Po, pianto con lacrime di ambra dalle sorelle Eliadi tramutate in pioppi. Numerosi cenni storici ci giungono dall'antichità e dall'Alto Medioevo, a testimonianza di una terra conosciutissima: Ovidio, Marziale, Polibio, Strabone, Tito, Plinio e poi Vitruvio, Sidonio Apollinare, Venanzio Fortunato, Paolo Diacono.
 

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